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Cosa troverai in questo articolo
  • Un percorso formativo pensato per il futuro della professione
  • Il nostro contributo: dal back office alla customer experience
  • Il feedback degli studenti: un mondo che non conoscevano
  • La voce della docente: digitale e farmaceutico, un'integrazione necessaria
  • Perché continuiamo a investire in questi percorsi
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La farmacia sta cambiando più rapidamente di quanto i percorsi universitari tradizionali riescano a raccontare. Ne siamo convinti da tempo, ed è per questo che quando l'Università della Calabria (Dipartimento di Farmacia e Scienza della Salute e della Nutrizione) ci ha coinvolti nel proprio Percorso di Eccellenza rivolto agli studenti del Corso di Laurea a Ciclo Unico in Farmacia, abbiamo accettato con entusiasmo.

 

Un percorso formativo pensato per il futuro della professione

Il Percorso di Eccellenza della facoltà di Farmacia di Cosenza è un programma integrativo strutturato su 110 ore complessive, distribuito durante il quarto anno di studi. Accanto ai moduli su legislazione, intelligenza artificiale applicata ai processi farmaceutici e governance, il piano formativo include insegnamenti tecnico-pratici su elettrocardiogramma, holter cardiaco e analisi ematochimiche in modalità telemedicina, competenze operative che proiettano il futuro farmacista direttamente nel cuore della farmacia dei servizi.
Il percorso prevede 40 ore di didattica frontale, un seminario di 8 ore sulla telemedicina integrata all'intelligenza artificiale e 25 ore di attività pratiche presso farmacie e aziende del settore. Pharmaservice è stata tra le realtà chiamate a portare in aula la propria esperienza.

 

Il nostro contributo: dal back office alla customer experience

Il modulo affidato ai nostri formatori Beppe Ruggieri (direttore Rete vendite Pharmaservice) e Giuseppe Lollino (Formatore gestionale Pharmaservice), insieme a Luca Lagona, co-founder di Clinica Digitale, si è concentrato su un aspetto spesso trascurato nella formazione universitaria: cosa significa, concretamente, lavorare in farmacia oggi.
La scelta metodologica è stata precisa. Come ha spiegato Beppe Ruggieri: “Piuttosto che partire dalla mera presentazione di soluzioni disponibili sul mercato, abbiamo scelto di far capire agli studenti cos'è il settore, le problematiche del farmacista titolare, le difficoltà del momento, ma anche le opportunità che la farmacia riserva ancora oggi ai titolari, ai collaboratori e a chi vuole intraprendere un percorso manageriale”.

A completare il quadro è intervenuto Luca Lagona, che ha illustrato come Clinica Digitale stia rendendo concreta la trasformazione della farmacia in presidio sanitario territoriale integrato: dalla telecardiologia, con ECG, Holter cardiaci e Holter pressori refertati a distanza, alla telenutrizione con piani nutrizionali personalizzati, fino al telemonitoraggio dei parametri vitali e alla diagnostica point-of-care. Un ecosistema, integrato al gestionale Winfarm, in cui il farmacista non dispensa soltanto, ma gestisce percorsi diagnostici e collabora attivamente con la rete specialistica.

 

Il feedback degli studenti: un mondo che non conoscevano

Il riscontro ricevuto in aula è stato immediato e, per certi versi, rivelatore. Gli studenti, molti dei quali non avevano mai visto una schermata di un software gestionale, hanno scoperto una dimensione della professione che il percorso accademico tradizionale raramente esplora.
Ci hanno aperto un mondo”, ha commentato uno dei partecipanti. “Avevamo un'idea di farmacia molto statica. Invece sono state evidenziate le innovazioni applicabili non solo da un titolare, ma anche da noi come collaboratori: come ausili per una vendita personalizzata, come ottimizzare gli scaffali, come usare le etichette digitali. Il gestionale e la sua organizzazione, non ce l'aveva spiegato nessuno, eppure è la prima cosa con cui ci dovremo confrontare”.

Un altro studente ha sottolineato in particolare il valore pratico di Winfarm: “Non pensavo che fosse una piattaforma così ben organizzata, la raccolta dati, la gestione del magazzino, l'ottimizzazione delle risposte. Considerato il fatto non abbiamo mai avuto un contatto con la parte economica e amministrativa, penso che ci sarà utile già durante il tirocinio”.
La richiesta emersa spontaneamente al termine del seminario è stata unanime: estendere questo tipo di formazione a tutti gli studenti della facoltà, non solo a quelli selezionati per il percorso di eccellenza.

 

La voce della docente: digitale e farmaceutico, un'integrazione necessaria

La prof.ssa Roberta Cassano, docente di Tecnologia Farmaceutica e referente del percorso, ha inquadrato con chiarezza il valore di questa collaborazione. Nella sua valutazione “La conoscenza degli strumenti digitali e dei software gestionali rappresenta oggi una componente imprescindibile della formazione del farmacista, in un settore che sta attraversando una trasformazione profonda guidata dall'innovazione tecnologica e dall'evoluzione dei modelli di assistenza territoriale”.
La docente ha evidenziato in particolare come “l'approccio fortemente pratico dei relatori, con casi reali, strumenti operativi e soluzioni già implementate, abbia permesso agli studenti di comprendere come l'innovazione tecnologica si traduca concretamente in miglioramento organizzativo e qualità dell'assistenza al paziente”. Un confronto che, a suo avviso, ha contribuito in modo significativo ad allargare la loro visione della professione, mostrando le prospettive di evoluzione della farmacia dei servizi e il ruolo sempre più centrale dell'innovazione nella pratica farmaceutica.

 

Perché continuiamo a investire in questi percorsi

L’ esperienza di Cosenza così come quella all’Università di Bari, confermano qualcosa in cui crediamo profondamente: la tecnologia per la farmacia non si spiega a chi non conosce ancora la farmacia. Prima viene la comprensione del contesto, le sfide della gestione, le aspettative del paziente-cliente, la pressione sui margini, le opportunità dei nuovi servizi sanitari. Poi, e solo poi, gli strumenti digitali acquistano un senso pieno.
Il farmacista del futuro non sarà soltanto uno specialista del farmaco: sarà un consulente, un gestore, un operatore sanitario di prossimità.
Formare quella figura, anche prima che metta piede in farmacia, è un investimento che vale per tutti.

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