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Cosa troverai in questo articolo
  • Il quadro normativo e il meccanismo
  • Chi può accedere alla misura
  • Quali beni della farmacia sono agevolabili
  • Come si accede alla piattaforma
  • Gli adempimenti finali
  • Una finestra temporale da non sottovalutare
  • Una valutazione su misura, prima di muoversi
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Chi gestisce una farmacia e sta valutando un investimento in automazione o in strumenti digitali ha ora un motivo in più per accelerare i tempi. Con la Legge di Bilancio 2026 torna infatti l'iperammortamento, la misura che permette di dedurre fiscalmente anche più di quanto effettivamente speso (per i soggetti IRPEF) per l'acquisto di beni strumentali 4.0.

Vale la pena capire come funziona, chi può accedervi e quali passaggi burocratici comporta, perché le scadenze da rispettare sono già fissate e non lasciano molto margine di improvvisazione.

Il quadro normativo e il meccanismo

La norma è la Legge 30 dicembre 2025, n. 199, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025. Segna il ritorno al meccanismo delle super-deduzioni già sperimentato tra il 2016 e il 2018, dopo il quadriennio del Credito d'Imposta Transizione 4.0.

È bene chiarire subito un punto che genera spesso confusione: l'iperammortamento non è un contributo né un credito d'imposta da utilizzare in compensazione, ma una maggiorazione del valore fiscalmente riconosciuto del bene acquistato.

C'è però una condizione che va verificata prima di fare qualsiasi calcolo, ed è il reddito imponibile capiente. L'agevolazione funziona solo se l'impresa ha utili fiscali sufficienti ad assorbire le maggiori quote di ammortamento: una farmacia in perdita o con margini molto ridotti non ne trae beneficio immediato, perché le deduzioni si accumulano ma restano inutilizzate fino al ritorno alla redditività. È un aspetto da discutere con il proprio commercialista prima di impostare qualunque investimento sulla base di questa misura.

 

Chi può accedere alla misura

Sul fronte dei soggetti ammessi, le farmacie rientrano pienamente tra i beneficiari, sia in forma individuale sia societaria, indipendentemente dalla dimensione e dal regime contabile, purché non si trovino in situazioni di liquidazione, concordato senza continuità o irregolarità contributive e di sicurezza sul lavoro.

 

Quali beni della farmacia sono agevolabili

Quanto ai beni agevolabili, la norma fa riferimento agli allegati IV e V della Legge 232/2016, che comprendono rispettivamente i beni materiali e immateriali collegati alla trasformazione digitale. Per una farmacia, questo significa poter includere nel perimetro dell'agevolazione i sistemi di movimentazione e i magazzini automatici interconnessi al gestionale, i cassetti automatici, i distributori automatici con trasmissione dati, le etichette elettroniche, le casse automatiche, i totem e le vetrine digitali interattive, oltre a server e infrastrutture di rete con specifiche caratteristiche tecniche. Il requisito comune è l'interconnessione: il bene deve dialogare con il sistema gestionale della farmacia, permettendo il caricamento remoto di istruzioni e l'integrazione con la logistica.

Sul lato software, il gestionale stesso può rientrare nell'agevolazione quando svolge funzioni di supporto alle decisioni, di gestione della qualità e della tracciabilità, di controllo dei processi.

 

Come si accede alla piattaforma

L'iter passa interamente dal GSE. È lì che l'impresa deve trasmettere, per via telematica, ogni comunicazione e certificazione legata all'investimento agevolato, seguendo i modelli standardizzati messi a punto dallo stesso Gestore. Lo sportello telematico per la comunicazione preventiva, ospitato sulla piattaforma denominata NPTR5, è operativo dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026. L'accesso avviene tramite l'Area Clienti del sito del GSE, con autenticazione SPID o CIE del legale rappresentante, seguendo il percorso Servizi > Transizione 4.0 e Nuovo Piano Transizione 5.0.

Non si tratta di un unico passaggio, ma di un percorso scandito in tre momenti: si comincia con la prenotazione dell'investimento, si prosegue segnalandone l'avanzamento e si chiude comunicandone il completamento. In ciascuna di queste fasi vanno indicati i beni acquistati, la data in cui si prevede l'interconnessione o l'entrata in funzione, e il calcolo della maggiorazione applicata.

Una volta inviata la comunicazione preventiva, il GSE risponde entro 10 giorni lavorativi con l'esito o con una richiesta di integrazioni; in quest'ultimo caso l'impresa ha altri 10 giorni lavorativi per caricare i documenti corretti, e il Gestore emette l'esito definitivo entro ulteriori 10 giorni lavorativi. Ottenuto l'esito positivo, la farmacia ha 60 giorni di tempo per trasmettere la comunicazione di conferma, dimostrando l'effettuazione degli ordini con il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione: un passaggio che, se dimenticato, fa perdere la priorità di prenotazione già ottenuta.

A garanzia che tutto questo non resti sulla carta, l'effettiva realizzazione dell'investimento e la sua conformità ai requisiti richiesti dovrà essere certificata da due documenti chiave: una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile.

 

Gli adempimenti finali

Una volta completato l'investimento, e comunque entro il termine ultimo del 15 novembre 2028, la farmacia dovrà produrre una perizia tecnica asseverata che attesti la rispondenza dei beni agli allegati IV e V e l'avvenuta interconnessione, oltre a una certificazione contabile che confermi l'effettivo sostenimento della spesa. Sono documenti che richiedono professionisti abilitati e che, se carenti o imprecisi, espongono a controlli e al rischio di perdere il beneficio già maturato.

 

Una finestra temporale da non sottovalutare

Per chi opera nel settore farmaceutico, insomma, l'iperammortamento 2026 rappresenta un'occasione concreta per ammortizzare a condizioni vantaggiose investimenti in automazione e digitalizzazione che, in molti casi, erano già nei piani di sviluppo della farmacia. La finestra temporale, però, non è infinita: gli investimenti agevolabili vanno effettuati entro il 31 dicembre 2026, per chi versa un acconto del 20% entro fine anno. Vale quindi la pena iniziare a ragionarci per tempo, magari partendo da un confronto con il proprio consulente su quali beni del gestionale e della strumentazione di farmacia rientrano effettivamente nel perimetro agevolabile.

 

Una valutazione su misura, prima di muoversi

Ogni farmacia ha un gestionale diverso, un parco strumenti diverso e una situazione fiscale diversa: capire quali investimenti rientrano davvero nel perimetro dell'iperammortamento, e se conviene farli ora o aspettare, richiede uno sguardo specifico sulla propria realtà.

Il team Pharmaservice è a disposizione per una valutazione preliminare su quali componenti del gestionale e della strumentazione di farmacia possano rientrare nell'agevolazione, da affrontare insieme al proprio commercialista prima di avviare la comunicazione preventiva sulla piattaforma GSE. Per la gestione della pratica vera e propria, dalla comunicazione preventiva alla perizia tecnica asseverata, Pharmaservice può inoltre mettere in contatto la farmacia con uno studio partner di professionisti specializzato in questo tipo di adempimenti.

 

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