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Cosa troverai in questo articolo
  • Quando i numeri ci sono, ma non ci si può fidare
  • Il prezzo concordato e quello in fattura: un classico che costa
  • Dal Transfer Order alla fattura: il prezzo cambia, nessuno lo vede
  • Abbattimento dei resi: un costo che è cambiato, e che in pochi hanno notato
  • Le spese occulte: lo 0,6% che nessuno vede finché non si fa i conti davvero
  • Decisioni sbagliate su dati sbagliati
  • Entry Plus: da dove vengono i numeri corretti
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C'è un momento in cui molti farmacisti titolari si trovano davanti a scelte difficili: aprire un nuovo servizio, assumere un collaboratore, rinegoziare le condizioni con i grossisti e le aziende del farmaco. Decisioni strategiche, decisive per il futuro della farmacia.
Quasi sempre, però, si affrontano con un elemento che resta in ombra: quanto sono affidabili i dati da cui si parte?

 

Quando i numeri ci sono, ma non ci si può fidare

Il problema non è l'assenza di dati. Le farmacie producono una quantità enorme di informazioni: vendite, rotazioni, margini per categoria. Il problema è più sottile: parte di questi dati è costruita su una base che nessuno ha mai verificato davvero.
Il ciclo passivo, acquisti, carichi, fatture, resi e note di credito, è spesso il segmento meno controllato della gestione. Non per distrazione, ma per un motivo strutturale: verificarlo manualmente, riga per riga, su decine di fornitori e centinaia di movimenti al mese, è semplicemente fuori portata. Il risultato è che i margini nei report potrebbero essere distorti da resi non accreditati, costi mancanti o accrediti parziali mai contestati.

 

Il prezzo concordato e quello in fattura: un classico che costa

C'è un caso specifico che vale la pena nominare, perché è frequente e quasi sempre passa inosservato.
Una fattura mensile può contenere settanta, ottanta bolle. Il gestionale ne aggancia automaticamente la grande maggioranza, ma le anomalie che restano sono spesso sommerse da una serie di scostamenti di pochi centesimi. Presi singolarmente sembrano trascurabili. Non lo sono e hanno quasi sempre una spiegazione precisa: un carico registrato a fine mese con il listino del giorno, e il primo del mese successivo il grossista ha già aggiornato i prezzi. Quel centesimo di differenza, moltiplicato per decine di referenze e dodici mesi, smette di essere rumore di fondo.
Poi ci sono i casi ancora più silenziosi: una bolla caricata a zero in farmacia, che il fornitore ha invece fatturato regolarmente. Nessun alert, nessuna contestazione. Solo un margine che, nel report, risulta migliore di quello reale.

 

Dal Transfer Order alla fattura: il prezzo cambia, nessuno lo vede

Lo stesso meccanismo si ripete quando si ordina direttamente dall'azienda produttrice tramite Transfer Order (TO): il prezzo confermato nell'ordine e quello poi applicato in fattura possono differire, senza che nessuno lo rilevi. L'accordo esiste, è reale ma se non c'è un confronto sistematico tra ciò che è stato pattuito e ciò che viene effettivamente addebitato, la differenza si accumula mese dopo mese, in silenzio.
Il risultato è sempre lo stesso: una perdita di margine che non genera contestazioni, non lascia tracce visibili e non smette mai di erodere la redditività di quella categoria.

 

Abbattimento dei resi: un costo che è cambiato, e che in pochi hanno notato

Una volta l'abbattimento sul reso scattava solo dopo sei mesi dalla consegna.
Oggi può applicarsi anche il giorno successivo.
Un cambiamento silenzioso, introdotto quasi senza clamore, che ha trasformato ogni reso in un potenziale costo aggiuntivo per la farmacia. Quante volte l'hai considerato nel calcolo reale del tuo margine su quella categoria?
Se il ciclo passivo non è monitorato, questo costo si somma agli altri senza mai emergere.
Il risultato è un margine che sul gestionale appare integro, ma nella realtà è già stato eroso.

 

Le spese occulte: lo 0,6% che nessuno vede finché non si fa i conti davvero

Oltre ai prezzi e ai resi, c'è un terzo livello di costi che raramente viene misurato: le spese occulte.
Oneri per pagamento dilazionato, spese di trasporto prima inesistenti, addebiti per ricevute bancarie. Voci piccole, spesso date per scontate, che si accumulano mese dopo mese. Quando una farmacia fa la riconciliazione completa su base annua, il risultato può essere sorprendente: un fornitore che in apparenza offriva il prezzo migliore stava in realtà costando lo 0,6% in più rispetto ad altri, proprio grazie a queste spese invisibili.
Senza un confronto sistematico tra ciò che è stato pattuito e ciò che è stato realmente addebitato, queste voci non emergono mai. E le decisioni sui fornitori continuano ad essere prese su basi che non riflettono la realtà economica della farmacia.

 

Decisioni sbagliate su dati sbagliati

Supponiamo che tu stia valutando di aumentare gli ordini a un fornitore perché i margini sembrano interessanti. Ma quei margini riflettono davvero la realtà? O includono resi non ancora accreditati, prezzi fatturati in misura diversa da quelli negoziati, abbattimenti non calcolati, spese occulte mai verificate?
Se il ciclo passivo non è monitorato in modo sistematico, non c'è modo di saperlo.
Le conseguenze non sono solo contabili: sono rinegoziazioni condotte senza dati solidi, valutazioni di redditività basate su numeri non reali, rapporti con i grossisti e con l'industria sui Transfer Order in cui non hai mai le informazioni per contestare con precisione.
Un errore sistematico nel ciclo passivo non solo ti costa soldi: ti impedisce di vedere la tua farmacia per quello che è davvero.

 

Entry Plus: da dove vengono i numeri corretti

Entry Plus automatizza la riconciliazione del ciclo passivo e rende immediatamente visibili le anomalie tra ciò che è stato ordinato, ricevuto, fatturato e accreditato — senza confronti manuali, senza fogli sparsi, senza dipendere dalla memoria di qualcuno.
I resi sono sempre monitorati. Ogni accredito viene verificato rispetto all'importo atteso.
Le difformità tra prezzi concordati e prezzi fatturati, sia sugli ordini al grossista che sui Transfer Order (TO), emergono nel momento in cui si verificano, non a fine anno.
Le spese occulte diventano visibili e confrontabili tra fornitori. E digitalizzando i processi, scompaiono anche i costi, spesso sottovalutati, legati alla gestione cartacea.
Il risultato è strategico prima ancora che operativo: i margini che leggi nel gestionale riflettono finalmente la realtà economica della farmacia, e non una fotografia distorta da anomalie accumulate nel tempo.

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