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Cosa troverai in questo articolo
  • L'allarme dei medici di famiglia: studi a rischio collasso
  • Medici di base e ricette elettroniche: tutte le criticità
  • Possibili ricadute sulla farmacia: un effetto domino da non sottovalutare
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Mancano pochi giorni e il sistema della prescrizione farmaceutica dematerializzata cambierà volto. Dal 30 aprile 2026 entra in vigore l'obbligo di autenticazione a due fattori (2FA) per tutti i medici che accedono ai software prescrittivi del Servizio Sanitario Nazionale. Una misura pensata per blindare la sicurezza dei dati sanitari, ma che rischia di produrre effetti a cascata lungo tutta la filiera del farmaco — fino al bancone della farmacia.

Il provvedimento trova la propria base giuridica in un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, adottato di concerto con il Ministero della Salute il 27 febbraio 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 marzo successivo. Con questo atto, le misure di sicurezza rafforzata già in uso per la ricetta cosiddetta "bianca" vengono estese alla ricetta dematerializzata a carico del SSN.
In pratica, dal 30 aprile non sarà più sufficiente l'accesso tramite username e password per generare una prescrizione elettronica. Il medico dovrà autenticarsi attraverso un secondo fattore di verifica: un codice OTP (One-Time Password) generato da un'applicazione dedicata, oppure un'identità digitale come SPID o CIE, o ancora altri strumenti previsti dalle singole regioni e dal Sistema Tessera Sanitaria.

 

L'allarme dei medici di famiglia: studi a rischio collasso

A lanciare l'allarme è il Sindacato Medici Italiani (SMI), con una dichiarazione ufficiale di Gian Massimo Gioria, Responsabile Nazionale dell'Area Convenzionata: “A pochi giorni dall'obbligo, previsto il 30 p.v., dell'introduzione dell'autenticazione a due fattori della prescrizione delle ricette dematerializzate, gli studi dei medici di medicina generale rischiano di collassare”.
Non si tratta di un rifiuto pregiudiziale verso la digitalizzazione, ma di una preoccupazione concreta legata all'operatività quotidiana degli ambulatori. La prescrizione farmaceutica, per un medico di medicina generale, non è un'attività saltuaria: è un flusso continuo, che si intreccia con visite, telefonate, gestione amministrativa e refertazione. Ogni passaggio aggiuntivo nel processo di accesso al software prescrittivo si moltiplica per decine di interazioni giornaliere, con un impatto potenzialmente significativo sui tempi di attesa dei pazienti e sulla tenuta organizzativa dello studio.

 

Medici di base e ricette elettroniche: tutte le criticità

Tra le criticità segnalate dallo SMI, una merita particolare attenzione per la sua complessità tecnica e organizzativa: la gestione delle sostituzioni temporanee.
“Quando un medico di famiglia si assenta — per ferie, malattia o altri impedimenti — la continuità assistenziale è garantita da un sostituto. Ma trasferire a quest'ultimo le credenziali e le procedure legate all'autenticazione a due fattori non è un'operazione banale: richiede tempo, coordinamento e una competenza tecnica che non può essere data per scontata, specie in contesti rurali o periferici”, continuano dal sindacato.
A complicare ulteriormente il quadro, come ricorda Gioria, c'è la crisi di vocazione per la professione medica. Trovare sostituti disponibili è già oggi un'impresa difficile in molte aree del Paese, e aggiungere un ulteriore livello di complessità tecnica all'ingresso in servizio del sostituto rischia di scoraggiare ulteriormente la disponibilità dei professionisti.

 

Possibili ricadute sulla farmacia: un effetto domino da non sottovalutare

La novità non è una questione che riguarda soltanto i medici ma potrebbe interessare anche i farmacisti. Questo perché la farmacia è il terminale naturale della filiera prescrittiva, e qualsiasi rallentamento o discontinuità nella generazione delle ricette elettroniche, potrebbe tradursi in pressione al banco. Se nelle prime settimane di applicazione della norma i medici impiegassero più tempo a emettere le prescrizioni, i pazienti arriverebbero in farmacia con ritardi, concentrando gli accessi in fasce orarie ristrette. Nei casi in cui il medico titolare fosse assente e il sostituto incontrasse difficoltà ad autenticarsi correttamente, il paziente potrebbe trovarsi addirittura sprovvisto della prescrizione necessaria — una situazione di gestione tutt'altro che semplice per il personale di farmacia.
C'è inoltre un ulteriore elemento da non sottovalutare: i pazienti disorientati da eventuali disguidi nel processo prescrittivo tenderebbero a cercare risposte ovunque possano trovarle, farmacia compresa, anche per un problema che non dipenderebbe in alcun modo dal farmacista.

Con questo - fa sapere il sindacato dei medici - non si vuol demonizzare l’innovazione, anzi, l'obiettivo dell'autenticazione a due fattori è legittimo e condivisibile.
Rafforzare la protezione dei dati sanitari, ridurre il rischio di accessi non autorizzati ai sistemi prescrittivi e aumentare la tracciabilità delle ricette dematerializzate, sono traguardi che l'intero ecosistema sanitario — medici e farmacisti inclusi — non può che condividere. Il punto sollevato dallo SMI non è l'utilità della misura in sé, ma la modalità e la tempistica della sua applicazione.
Come sottolinea Gioria, esiste il rischio concreto che un intervento progettato per semplificare e rendere più sicuro il sistema si traduca, almeno nella fase iniziale, in un appesantimento burocratico percepito come contraddittorio rispetto agli obiettivi dichiarati.

Le prime settimane di maggio saranno decisive per valutare l'impatto reale della nuova misura. Medici di famiglia, amministrazioni regionali e farmacie saranno i primi a registrare segnali di criticità o, al contrario, di regolare funzionamento del sistema.
Per i farmacisti sarà utile prepararsi a una fase di transizione che potrebbe comportare qualche irregolarità nel flusso delle prescrizioni elettroniche, mantenendo un canale di comunicazione aperto con i medici di riferimento del territorio e tenendo il proprio personale aggiornato sulle possibili cause di ritardo nella ricezione delle ricette.
La partita, in definitiva, si gioca sulla tenuta del sistema territoriale nel suo complesso: e la farmacia, come sempre, è in prima linea.

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