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Cosa troverai in questo articolo
  • Distanze ancora ampie
  • La nuova farmacia dei servizi e il nodo delle condizioni di lavoro
  • La diffida di Federfarma
  • Cosa attendersi nei prossimi giorni
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Diciotto mesi non sono bastati. Il Contratto Collettivo Nazionale delle farmacie private è scaduto il 31 agosto 2024 e, nonostante mesi di tavoli e incontri, le parti sono ancora lontane da un accordo.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno risposto proclamando una nuova giornata di sciopero nazionale per il 13 aprile, che coinvolgerà oltre 76mila lavoratori del settore*.Era già successo il 6 novembre scorso: la storia, almeno per ora, si ripete.

 

Distanze ancora ampie

Gli incontri del 4 e dell'11 febbraio non hanno sbloccato la situazione. I sindacati riconoscono che la proposta di Federfarma ha subito alcune modifiche nel tempo, ma la giudicano ancora lontana dalle aspettative su due versanti: l'adeguamento salariale all'inflazione degli ultimi anni e il riconoscimento del profilo professionale degli addetti, farmacisti collaboratori in testa.

 

La nuova farmacia dei servizi e il nodo delle condizioni di lavoro

C'è però un tema più ampio che innerva la trattativa. La farmacia di oggi non è quella di dieci anni fa: screening, campagne vaccinali, telemedicina, supporto ai pazienti cronici ne hanno ridisegnato la funzione, trasformandola in un presidio sanitario di prossimità a tutti gli effetti. Per i sindacati, questa evoluzione non ha ancora trovato una corrispondenza adeguata nelle condizioni contrattuali del personale.”

 

La diffida di Federfarma

A complicare il quadro, a pochi giorni dalla proclamazione dello sciopero è intervenuta anche Federfarma. Il 7 marzo il sindacato dei titolari di farmacia ha inviato una diffida formale alle organizzazioni sindacali, contestando le indicazioni fornite ai lavoratori sulle modalità di adesione alla mobilitazione. Il punto controverso riguarda quali farmacie siano tenute a garantire i servizi minimi. I sindacati avrebbero indicato che tale obbligo ricadrebbe solo sulle farmacie di turno, lasciando alle altre la possibilità di restare chiuse per l'intera giornata. Federfarma ritiene questa interpretazione incompatibile con quanto stabilito dalla Commissione di Garanzia, che ha classificato il servizio farmaceutico tra i servizi pubblici essenziali — alla stregua di quelli che tutelano direttamente il diritto alla salute e alla vita. Secondo la Commissione, la normativa vigente non distingue tra farmacie di turno e non di turno: tutte sono tenute a garantire le prestazioni indispensabili, con un limite massimo del 50% delle attività ordinarie e non più di un terzo del personale normalmente in servizio. Federfarma ha quindi chiesto ai sindacati una rettifica formale e immediata delle comunicazioni già diffuse, sollecitando al contempo la Commissione di Garanzia a intervenire direttamente qualora la correzione non arrivasse in tempi utili.

 

Cosa attendersi nei prossimi giorni

La data del 13 aprile non è in discussione. Nelle prossime settimane i sindacati organizzeranno assemblee nei territori per aggiornare i lavoratori sull'andamento della trattativa. Sul fronte delle modalità di sciopero, la questione sollevata da Federfarma dovrà essere risolta prima della mobilitazione, con o senza un intervento dell'Autorità di Garanzia. Resta, sullo sfondo, la possibilità che il negoziato riprenda con una proposta economica più vicina alle richieste sindacali, evitando così una nuova giornata di stop.

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