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Cosa troverai in questo articolo
  • Rurali e terremotate: una doppia fragilità
  • La farmacia è un presidio civico
  • Cosa finanzia il bando e a chi si rivolge
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In queste ore è arrivata una notizia attesa da molte farmacie rurali: una nuova proroga dell'Avviso pubblico per il consolidamento delle farmacie rurali, finanziato nell'ambito della Missione 5 "Inclusione e Coesione" del PNRR.
Vale la pena dirlo subito con chiarezza: la proroga riguarda tutte le farmacie rurali italiane, non solo quelle delle aree colpite dal sisma o per quelle che avevano già presentato domanda con esito negativo.

Ma andiamo per gradi. Il 18 febbraio si è tenuto un webinar promosso dalle farmacie rurali dei comuni del cratere sismico del Centro Italia — le aree di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi del 2016 — con un obiettivo preciso: non far spegnere i riflettori su questi presìdi sanitari, già penalizzati dalla loro collocazione geografica e, in più, dal peso di un territorio che fatica a riprendersi dopo il terremoto.
All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario per la Ricostruzione post-sisma 2016, e Gianni Petrosillo, presidente del Sunifar. A moderare i lavori Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, pur assente per impegni istituzionali, ha inviato un messaggio che ha fatto da cornice all'intera giornata.

Rurali e terremotate: una doppia fragilità

Le farmacie rurali vivono già in condizioni di difficoltà strutturale: bacini d'utenza ridotti, spesso anziani e dispersi sul territorio, servizi sanitari distanti. Quelle del cratere sismico hanno in più dovuto fronteggiare anni di instabilità, spopolamento accelerato e infrastrutture danneggiate. Sono, in altre parole, doppiamente penalizzate e — come è stato sottolineato durante il webinar — doppiamente meritevoli di sostegno.
Il Commissario Castelli ha messo bene a fuoco questa prospettiva: "Al di là della ricostruzione degli edifici, è importante anche il rilancio economico e sociale dell'Appennino. In questo, è fondamentale il coinvolgimento pieno e massivo delle farmacie del cratere, affinché possano aiutare il sistema nel portare, in queste zone, un'offerta di salute il più ampia possibile."
Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche e moderatore dell’incontro, ha spiegato come nelle interlocuzioni con il commissario Castelli si stia cercando di mettere in piedi un progetto di ‘televisita’ nelle aree interne. Pertanto è indispensabile puntare su tutto ciò che può essere utile al rafforzamento delle farmacie, compreso il PNRR.

La farmacia è un presidio civico

Il giorno dopo è arrivata la conferma ufficiale della proroga. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha evidenziato come il differimento dei termini rappresenti un’opportunità concreta per le farmacie rurali, soprattutto nei territori caratterizzati da popolazione anziana e difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Cosa finanzia il bando e a chi si rivolge

Il bando è aperto a tutte le farmacie rurali con bacino fino a 5.000 abitanti. Rispetto al primo avviso — che aveva generato qualche polemica sulla distinzione tra aree interne e non — questo secondo interpello è più ampio e inclusivo: possono partecipare tutti i rurali, su tutto il territorio nazionale.

Il contributo copre diversi ambiti: dai servizi alla dispensazione del farmaco, fino alla presa in carico dei pazienti cronici. Rientrano tra le spese finanziabili anche soluzioni software e tecnologiche per la gestione dei servizi farmaceutici: in quest'ottica, strumenti come Carepy Pharma — pensato per supportare la farmacia nella presa in carico dei pazienti e nell'erogazione dei servizi — si inseriscono direttamente tra le voci su cui è possibile richiedere il contributo PNRR.

"Il massimale è fissato a 44.000 euro - spiega Meconi - la media effettiva si è attestata intorno ai 20.000 euro: Non tutti avevano necessità di spendere 40.000 euro, per cui è ovvio che non hai preso il massimo che potevi prendere, ma questo non significa che è un insuccesso."
Finora sono circa 1.900 le farmacie che hanno visto accogliere la propria domanda. La proroga serve anche a raggiungere chi è ancora indeciso o non è ancora stato informato adeguatamente."

La proroga è un'occasione — forse l'ultima — per le farmacie rurali che non hanno ancora aderito, su tutto il territorio nazionale. I fondi ci sono, il quadro normativo li sostiene, e la direzione politica è chiara: la farmacia dei servizi è il futuro, e il PNRR è lo strumento per arrivarci nelle condizioni migliori. Per le farmacie delle aree del cratere sismico c'è in più la consapevolezza di poter contare su un'attenzione istituzionale specifica, costruita con un lavoro di dialogo che  sta portando risultati concreti.

Se stai valutando come investire il contributo, considera che parte dei fondi può essere destinata a soluzioni tecnologiche per la farmacia dei servizi: è esattamente lì che strumenti come Carepy Pharma trovano la loro ragione d'essere.

Per saperne di più chiedi un appuntamento con un nostro consulente.

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